IL COMPLESSO IPOGEO DI SANTA MARIA DELLA PORTA
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Un ambiente sotterraneo
Un complesso ipogeo che conserva secoli di storia
Appena si accede al complesso di Santa Maria della Porta, attraverso l’ingresso che si apre nel giardino del sig. Pietro Villani, il primo elemento che si incontra è una scala scavata direttamente nella roccia.
La parte superiore è protetta da una piccola torretta rivestita in pietra leccese, mentre la parte inferiore sprofonda nella terra fino a raggiungere il livello ipogeo.
È un passaggio che introduce immediatamente al carattere particolare del luogo: un ambiente sotterraneo, nascosto, modellato dall’uomo nel corso dei secoli.
Una volta conclusa la discesa, si apre un vasto spazio a cielo aperto, un rettangolo di circa venti metri per ventitre, scavato interamente nella calcarenite locale. Le pareti verticali conservano ancora i segni della lavorazione, chiara traccia del fatto che il sito nacque come cava, simile alle tradizionali tagghiate salentine.
Oggi l’ambiente si presenta come un grande cortile ipogeo, al cui centro sopravvive un agrumeto storico, a lungo soffocato dalla vegetazione infestante.
Lungo tre lati del perimetro corre un percorso coperto, anch’esso ricavato nella roccia, che richiama l’idea di un chiostro rupestre. Poco dopo la scala si incontrano due ambienti secondari, anch’essi scavati nella parete: vani di dimensioni contenute, alti circa due metri e mezzo, che probabilmente servivano da luoghi di deposito o piccoli ripari.

Il ninfeo ottocentesco e la vasca bicircolare
Proseguendo lungo il lato maggiore, la parete rientra formando un’ampia nicchia semicircolare. Qui il complesso cambia aspetto: i pilastri di sostegno sono in parte rivestiti da conci di tufo e il soffitto si apre in una volta a catino con piccole lunette a sesto acuto.
La roccia di questa zona, più friabile, ha subito modifiche nel tempo e, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, l’ambiente è stato trasformato in un piccolo ninfeo.
Sedili in pietra, mensole, nicchie e rivestimenti realizzati con conchiglie marine raccontano questa fase decorativa, così come la presenza di una vasca in pietra dalla forma particolare: due cerchi dello stesso raggio che si intersecano, un richiamo evidente alla vesica piscis, simbolo carico di significati storici e spirituali.
Il pavimento conserva ancora tracce di un mosaico con motivi floreali e racemi, oggi in parte celato dallo strato di terra depositatosi negli anni.

Il leone guardiano e l’ingresso alla cappella
Sul lato opposto del chiostro, il mosaico torna a farsi visibile, e questo è forse il più suggestivo: un leone, rappresentato con il corpo accovacciato e la testa sollevata, posto proprio davanti alla soglia della cappella. Un’immagine che allude all’idea di guardiano, un simbolo che accompagna chi si prepara a varcare la porta dello spazio sacro.
STORIA E SUGGESTIONI
Un luogo che continua a parlare
Negli anni, alcuni visitatori hanno visto nel ninfeo e nei motivi geometrici del sito possibili riferimenti simbolici. Si tratta di interpretazioni moderne e non supportate da una documentazione storica, ma rivelano un fatto: Santa Maria della Porta è un luogo che suscita domande, immaginazione e stupore.












