IL PROGETTO DI RESTAURO
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Il ritorno di un luogo ritrovato
PNRR Turismo e Cultura
Per molti anni il sito di Santa Maria della Porta è rimasto difficile da raggiungere e quasi del tutto nascosto dalla vegetazione. Ma non è stato dimenticato.
Dopo anni di abbandono, finalmente rivive una rinascita grazie a un progetto di restauro e risanamento conservativo, selezionato nell’ambito del PNRR “Turismo e Cultura” (M1.C3) dedicata alla “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”.
Lo studio dell’Architetto Elio Resta ha curato la progettazione e diretto i lavori con l’obiettivo di restituire il complesso alla comunità, rendendolo fruibile senza alterarne la natura.
L’intervento, autorizzato dalla Soprintendenza, parte da un principio semplice:
conservare tutto ciò che il tempo ha lasciato, senza ricostruire ciò che è andato perduto.

Il primo passo -
la scala d'accesso
Il primo passo ha riguardato la scala d’accesso che conduce al chiostro ipogeo. Liberata dai detriti e dalle radici che la ricoprono, i gradini in pietra sono stati riposizionati e la piccola torretta esterna consolidata.
Nelle vicinanze, ma in modo discreto e mimetico rispetto al paesaggio, è stato collocato un piccolo servizio igienico che consente di rendere il complesso accessibile anche durante visite organizzate e attività culturali.

Recupero dei muretti a secco
Intorno al bordo superiore del chiostro è stato effettuato il recupero dei muretti a secco esistenti, reintegrando le parti mancanti solo dove documentate. Sul lato est, dove originariamente vi era un affaccio con una ringhiera, il progetto ha previsto il recupero degli elementi storici rinvenuti e la ricomposizione delle sole parti ricostruibili. Le porzioni mancanti sono protette con una barriera discreta e contemporanea, studiata per non imitare in modo artificiale l’antico e per evitare falsi storici.

La cappella ottocentesca
Insieme al pavimento musivo datato 1899 e la cupola stellata, la Cappella è stata oggetto di un intervento dedicato. L’altare in pietra leccese, è stato ricomposto recuperando gli elementi originali conservati dal proprietario. Le superfici interne sono state pulite e coordinate cromaticamente rispettando le tinte attuali, mentre la decorazione della cupola è stata restaurata da personale specializzato.

Il giardino interno
Un tempo un piccolo agrumeto, una volta liberato dalla vegetazione infestante è stato ripiantato con varietà locali, seguendo una disposizione ordinata che riprende quella originaria.
Il vialetto centrale, riportato alla luce, è ritornato a collegare idealmente l’ingresso del chiostro con la cappella.

il chiostro rupestre
All’interno dell’incavo, il chiostro rupestre è ritornato leggibile: le pareti in roccia pulite con metodi non invasivi e consolidate nei punti in cui la calcarenite risulta più fragile. L’ampia esedra-ninfeo, oramai quasi del tutto nascosta dalla vegetazione e dai depositi, è nuovamente riconoscibile: sono emerse le sedute rivestite di conchiglie, le nicchie e la vasca dalla forma bicircolare, elementi che testimoniano l’intervento decorativo realizzato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

il pavimento musivo
Particolare attenzione è stata dedicata al pavimento musivo, presente nel chiostro, nel vialetto centrale e nella cappella. Le superfici sono state ripulite dalla terra accumulata e dalle radici, le tessere allentate fissate e le lacune integrate in modo riconoscibile, così da restituire continuità alla pavimentazione senza alterarne il carattere.
Anche i quadrotti in pietra che compongono la zona absidale della cappella sono stati ricollocati nella loro posizione originaria.

sistema di illuminazione
Infine, per rendere il complesso fruibile in modo sicuro, è statto installato un sistema di illuminazione delicato e poco invasivo, studiato per valorizzare il carattere ipogeo del sito.
Le aperture principali sono state dotate di chiusure semplici in ferro, utili per proteggere l’area e garantire una gestione controllata delle visite.
Il futuro del complesso: cultura, visite e comunità
Il bene risulta essere vincitore di un finanziamento, ed è per questo che, una volta conclusi i lavori, la chiesa e il chiostro sono ora accessibili in giornate dedicate, come cortili aperti, giornate FAI, visite su richiesta e iniziative culturali.
La cappella potrà ospitare concerti di musica da camera, conferenze, dibattiti, mentre il chiostro offrirà lo spazio per percorsi espositivi temporanei.
Opportuno precisare che gli interventi di restauro non avevano l’intento di trasformare Santa Maria della Porta: ma, semplicemente, restituirle la bellezza che merita, permettendo alla comunità e ai visitatori di ascoltare, finalmente, la storia che custodisce.