LOCALITÀ PISANELLO
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sancto pisanellum
il casale medievale
che ha dato forma al territorio
Prima che Galatina diventasse città, quest’area era caratterizzata da piccoli insediamenti basiliani. Tra questi, uno dei più importanti fu Pisanello, documentato già nel 1427 e situato in posizione strategica tra Noha, Sogliano e Galatina.
Qui passava un tratto fondamentale della viabilità medievale, la “viam publicam qua itur de Sancto Pisanellum”, la strada che collegava l’entroterra fino a Santa Maria di Leuca.
Pisanello era circondato da numerose cappelle rurali –oggi in parte scomparse– che testimoniano una vita agricola diffusa: S. Anna, S. Antonio, S. Nicola, S. Eulalia e altre ancora. In questo paesaggio sacro si inseriva la prima cripta che, nei secoli, avrebbe lasciato posto all’attuale chiesa di Santa Maria della Porta.

Un luogo abitato in epoca preromana
Nel 1882 l’archeologo Luigi Viola scoprì una stele messapica del II–III secolo a.C., al momento conservata nel Museo cittadino Cavoti, probabilmente dedicata a Afrodite: una testimonianza preziosa della presenza preromana in quest’area.
La memoria popolare, talmente radicata da essere registrata dagli storici locali, racconta che San Pietro, mentre attraversava il Salento nel suo viaggio verso il luogo del suo martirio, si sarebbe fermato proprio qui, sedendosi su un masso per riposare.
La tradizione del passaggio di San Pietro
La memoria popolare, talmente radicata da essere registrata dagli storici locali, racconta che San Pietro, mentre attraversava il Salento nel suo viaggio verso il luogo del suo martirio, si sarebbe fermato proprio qui, sedendosi su un masso per riposare. Nel 1665 quella pietra fu traslata nella Chiesa Madre di Galatina dal vescovo Gabriele Adarzo e ricordata con l’iscrizione: “Hic S. Petri defessi levamen 1665” – qui fu il sollievo del Pietro stanco. Indipendentemente dal dato storico, la forza di questa tradizione è indizio di un luogo abitato, circolato, riconosciuto. Così insistente da dare al nascente antico centro il nome del santo, Sanctus Petrus de Galatino.

Leggende, acchiature e il mito della cripta nascosta
Pisanello è sopravvissuto nei racconti. Ne è conferma un’antica filastrocca ancor oggi conosciuta, che fa riferimento alle “acchiature” (i tesori nascosti del territorio) e recita le seguenti parole: “Pisano e Pisanello distrutti fur dai mori, sotto l’altar maggiore si trovano i tesori.”
Non a caso, molti autori locali hanno ipotizzato che al di sotto della chiesa attuale esista una cripta, attualmente non ispezionabile, con una struttura a tre navate e tre absidi, caratteristica delle chiese di rito greco.
Potrebbe essere che la volta della cripta sia crollata o abbia subito gravi danni, ma su questo, non si hanno a disposizione fonti certe.